I salesiani nel mondo

La Congregazione Salesiana sin dai suoi primi anni ha avuto un’opera di espansione a livello internazionale e oggi è presente in tutti i continenti attraverso i propri organismi e le proprie fondazioni.

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IL PROCESSO DI INTERNAZIONALIZZAZIONE – Dopo le prime opere nella realtà torinese prima e piemontese poi, è lo stesso Don Bosco a iniziare l’apostolato missionario internazionale già nel 1875.

Il primo paese straniero in cui arrivano i Salesiani sono l’Argentina con l’obiettivo di fornire supporto ai tanti Italiani emigrati lì e di evangelizzare la Patagonia. E’ da subito un successo e lo stesso Don Bosco durante i suoi ultimi anni di vita avvia in Sud America varie missioni per i Salesiani prima e per le Figlie di Maria Ausiliatrice in seguito.
Dall’Argentina man mano i salesiani salgono per tutto il continente americano passando per Uruguay, Brasile, Messico e approdando negli Stati Uniti per la prima volta nel 1896.
In Africa la prima opera salesiani si ha a partire dal 1891 in Algeria, da lì man mano si diffonde in tutto il continente africano stabilendosi soprattutto in Congo negli anni ‘10 del ‘900.
Per l’opera in Asia bisogna aspettare un po’ di più. Il tutto parte nel 1906 in India per proseguire poi verso il Tibet, tutto il sudest (attivi ancora oggi particolarmente nelle Filippine) e infine nel 1926 il Giappone.

SCOPI – Diversi sono gli scopi delle opere svolte dai Salesiani nel mondo.
Il primo è la promozione e il sostegno delle missioni salesiane nel mondo attraverso manifestazioni (famoso ad esempio è il Concerto di Natale) volte a finanzaria le attività e a trasmettere un messaggio di solidarietà verso i più deboli.
Un altro scopo è quello di avviare progetti di cooperazione in zone di emergenza, in particolare quelle colpite da calamità naturali, e di creazione di strutture nelle aree più disagiate.
Terzo e altrettanto importante fine è quello di sostegno a distanza. Attraverso esso vengono garantiti servizi scolastici e sanitari, nutrimento e uno stile di vita migliore per i bambini – o più in generale le famiglie – che vivono in contesti incapaci di autosostenersi.