Chi era Don Bosco

San Giovanni Bosco, noto ai più semplicemente come don Bosco, è il fondatore delle congregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Qui di seguito raccontiamo la sua straordinaria vita e le numerose opere di cui si è reso protagonista.

don bosco

L’INFANZIA E I PRIMI STUDI – San Giovanni Bosco nasce a Castelnuovo d’Asti il 16 agosto 1815 in una modesta cascina con il nome di battessimo Giovanni Melchiorre Bosco. Suo padre è un contadino che già precedentemente aveva avuto un matrimonio e altri due figli ma che a soli 33 anni, nel 1817 quando il piccolo Giovanni ha solo due anni, muore per una grave forma di polmonite. E’ un’infanzia di povertà quella di don Bosco, sua madre Margherita è infatti una giovane vedova che con tante difficoltà deve provvedere a mantenere tre figli e la suocera. In seguito a un sogno avvenuto all’età di nove anni, Giovanni decide di intraprendere la strada del sacerdozio. Dopo alcune difficoltà iniziali riesce a iscriversi alla scuola elementare all’interno della parrocchia di Capriglio e a undici anni riceve la sua Prima Comunione.
E’ però nel 1829 che si ha una svolta nel percorso di don Bosco quando a Morialdo il nuovo cappellano decide di prepararlo alla vita da sacerdote e inizia a impartirgli privatamente lezioni di latino. Questo rapporto speciale è costretto a interrompersi solamente due anni dopo a causa della morte del cappellano che decide di lasciare in eredità seimila lire a Giovanni il quale rifiuta.
Nel 1831 don Bosco ritorna a studiare a Castelnuovo ma qui a causa di diversi intoppi è costretto a svolgere saltuariamente diversi lavori che gli rallentano il suo percorso di formazione.

IL SACERDOZIO – Con il trasferimento a Chieri inizia la fase più calda che porta don Bosco al sacerdozio. Dapprima fonda la Società dell’Allegria attraverso cui tenta di avvicinare i suoi coetanei alla preghiera tramite spettacoli e giochi di prestigio, e successivamente inizia la terza grammatica e le classi di umanità e retorica.
Nel 1834 a diciannove anni presenta ai Francescani la domanda per essere accettato in convento ma cambia idea ed entra in seminario dopo aver passato gli esami di ammissione. Dopo sette anni di studio riceve l’ordine di diaconato e finalmente il 5 giugno del 1841 riceve il sacerdozio a Torino nella Cappella dell’Arcivescovado. Nonostante varie offerte ricevute, in particolare da Genova, don Bosco decide di restare a Torino e per tre anni si prepara a diventare prete nel convitto gestito dal teologo Luigi Guala.

L’OPERA NELLE STRADE E LA CREAZIONE DELLE SOCIETA’ – Come dimostrato da diverse opere realizzate negli anni precedenti come ad esempio la sopra citata Società dell’Allegria, Don Bosco oltre al consueto studio sui libri decide di dedicare maggiore attenzione all’attività in strada.
E’ una situazione di degrado quella in cui riversano molti giovani torinesi all’epoca dell’industrializzazione con migliaia di bambini sotto i dieci anni che lavoravano nelle fabbriche. Don Bosco inizia a conversare con i lavoratori più umili, ad ascoltare le loro storie e a battagliare contro i loro soprusi. Va nelle squallide carceri dell’epoca, guarda con i propri occhi le condizioni in cui vivono i detenuti e compie un’opera di strada a 360 gradi a contatto con tutte le realtà più povere.

Decide di radunare intorno a sé i ragazzi più poveri e degradati, con problemi di salute e di gioco dovuti all’eccessivo giocare alle slot machine, man mano il suo gruppo inizia ad avere sempre più seguaci e a partire dal 1841 inizia ad avere i suoi primi assistenti.
Nel 1844 don Giuseppe Cafasso lo indirizza verso la direzione dell’Ospedale di Santa Filomena in modo da fargli conoscere l’importante don Giovanni Borel che ha stretti legami con il Re, questo in modo da poter ottenere fondi utili per finanziare il proprio oratorio. Due anni dopo così don Bosco e i ragazzi dalla strada possono finalmente avere una sede, una tettoia a Valdocco.
Inizia così un periodo molto attivo e diversi progetti vedono la luce. Nel 1854 don Bosco crea la Società Salesiana, nel 1864 dà il via alla costruzione del santuario di Maria Ausiliatrice, e nel 1872 fonda l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice con finalità simile a quelle che avevano già i Salesiani. In tutto il Piemonte iniziano a sorgere collegi e istituti salesiani o felle Figlie di Maria Ausiliatrice, è una fase di grande sviluppo e don Bosco è oramai noto non più solo a livello locale ma anche regionale.

LE MISSIONI IN SUDAMERICA – Al 1875 risale la prima spedizione missionaria in Argentina dove don Bosco fonda il gruppo dei Cooperatori.
A Buenos Aires accetta l’invito per i Salesiani di gestire il colleggio di ragazzi a San Nicolas de los Arroyos dove molti ragazzi sono figli di emigrati italiani e l’anno successivo torna in Argentina per esportare un altro gruppo di Salesiani.
Nella terza spedizione porta in Sudamerica anche le prime Figlie di Maria Ausiliatrice e a partire dal 1879 i Salesiani iniziano l’opera di evangelizzazione della Patagonia. I Salesiani acquistano sempre più importanza e presto oltre che in Patagonia iniziano a insediarsi anche in Uruguay, Brasile e tutto il continente arrivando fino agli Stati Uniti.

LA MORTE E IL PERCORSO DI CANONIZZAZIONE – A causa delle sue numerose opere e viaggi, don Bosco inizia ad accusare le fatiche e si spegne a Torino il 31 gennaio del 1888 all’età di settantatre anni. Il suo corpo viene esposto all’interno di un’urna ancora oggi visitabile presso il Santuario di Maria Ausiliatrice.
Nei decenni successivi inizia l’opera di canonizzazione che lo porta dapprima ad essere proclamato beato nel 1929 e successivamente santo il giorno di Pasqua del 1934. Ai fini della beatificazione sono stati riconosciuti a San Giovanni Bosco i miracoli di guarigione a Teresa Callegari (malata di grave polmonite e poliatrite) e suor Provina Negro (sofferente di ulcera allo stomaco).